Fondazioni Bancarie. SE LE NAZIONALIZZIAMO E LE METTIAMO IN VENDITA A SOGGETTI INDIVIDUALI CHE ABBIANO PAGATO LE TASSE IN iTALIA, INCASSIAMO OLTRE CENTO MILIARDI ED EVITIAMO “VASI COMUNICANTI” COI PARTITI di Antonio de Martini

IL CORRIERE DELLA COLLERA

La storia delle avventure del Monte dei Paschi è degna di un Pirandello  dei momenti migliori.

Molti si chiedono cosa siano mai queste “FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA” che ad ogni scandalo  appaiono e scompaiono come fuochi fatui sul cimitero dell’economia italiana.

Giuliano Amato, dovendo privatizzare le banche ( durante la crisi del 1992/3), ebbe l’idea di creare una serie di fondazioni bancarie, conferendo loro la proprietà delle azioni delle  banche. Poiché bisognava dare organi volitivi a questi organismi, furono immessi ex politici ( Come  Giuseppe Guzzetti , fedelissimo di Marcora,  ex presidente della regione Lombardia e ora – da anni – presidente dell’ACRI associazione fiondazioni bancarie e casse di risparmio)  o trombati di un qualche rilievo

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